Indice
- Che cos’è lo scanner intraorale
- Come funziona la scansione digitale
- Perché sostituisce le impronte tradizionali
- I vantaggi per il paziente
- Le applicazioni cliniche
- Il ruolo nel workflow digitale
- Box di approfondimento
- Errori da evitare
- Miti da sfatare
- Indicazioni e controindicazioni
- Tecniche alternative e confronti
- Per il collega
- FAQ
- Suggerimenti per immagini
- Link interni
- Call to action
- Bibliografia
Che cos’è lo scanner intraorale
Lo scanner intraorale è uno strumento digitale che permette di acquisire un’impronta tridimensionale della bocca senza utilizzare le tradizionali paste da impronta.
Attraverso una piccola telecamera ad alta precisione, il professionista rileva in pochi minuti la forma dei denti, delle gengive e dei tessuti circostanti, generando un modello virtuale tridimensionale estremamente accurato. (Odontoiatria FQ)
Il modello digitale può essere immediatamente utilizzato per la diagnosi, la pianificazione del trattamento e la realizzazione di restauri protesici o dispositivi ortodontici.
Come funziona la scansione digitale
Durante l’esame il medico fa scorrere delicatamente il manipolo dello scanner sopra le superfici dentali.
Una sofisticata tecnologia ottica acquisisce migliaia di immagini che vengono elaborate in tempo reale da un software dedicato, ricostruendo un modello tridimensionale estremamente dettagliato delle arcate dentarie. (Odontoiatria FQ)
Il paziente può osservare immediatamente sul monitor la ricostruzione della propria bocca, comprendendo meglio la diagnosi e il piano di trattamento.
Perché sostituisce le impronte tradizionali
Per molti anni la rilevazione delle impronte è stata effettuata mediante materiali elastici inseriti in appositi portaimpronta.
Sebbene queste tecniche siano ancora valide in alcune situazioni, la scansione digitale offre numerosi vantaggi:
- maggiore comfort;
- eliminazione della sensazione di nausea provocata dalle paste;
- acquisizione più rapida;
- possibilità di ripetere immediatamente solo una piccola area della scansione se necessario;
- trasmissione immediata dei dati al laboratorio odontotecnico;
- archiviazione completamente digitale. (it)
I vantaggi per il paziente
Lo scanner intraorale migliora l’esperienza durante la visita e contribuisce a rendere più efficiente il percorso terapeutico.
Tra i principali vantaggi:
- maggiore comfort;
- esame non invasivo;
- assenza di materiali da impronta;
- elevata precisione;
- riduzione dei tempi clinici;
- migliore comunicazione con il paziente;
- possibilità di visualizzare immediatamente il modello tridimensionale;
- facile integrazione con le tecnologie digitali dello studio.
Le applicazioni cliniche
Lo scanner intraorale viene utilizzato in numerose branche dell’odontoiatria.
Tra le principali:
- implantologia;
- protesi fissa;
- protesi su impianti;
- faccette in ceramica;
- restauri estetici;
- Digital Smile Design;
- ortodonzia con allineatori trasparenti;
- chirurgia guidata;
- riabilitazioni Full Arch;
- monitoraggio dell’usura dentale;
- controllo delle recessioni gengivali;
- follow-up nel tempo.
Il ruolo nel workflow digitale
Lo scanner intraorale rappresenta uno dei pilastri dell’odontoiatria digitale.
Le informazioni raccolte vengono integrate con:
- TAC Cone Beam (CBCT);
- fotografie cliniche;
- software CAD/CAM;
- Digital Smile Design;
- chirurgia computer guidata;
- chirurgia navigata;
- fotogrammetria implantare;
- stampa 3D.
L’integrazione tra questi strumenti consente di progettare trattamenti altamente personalizzati, migliorando precisione, prevedibilità ed efficienza dell’intero percorso terapeutico.
Le applicazioni cliniche
Lo scanner intraorale è diventato uno degli strumenti più utilizzati nell’odontoiatria moderna grazie alla sua versatilità. La scansione digitale può essere impiegata in numerosi trattamenti, migliorando la precisione diagnostica, la pianificazione e la comunicazione con il paziente.
Implantologia
In implantologia lo scanner intraorale consente di acquisire un modello digitale estremamente accurato delle arcate dentarie.
Integrato con la TAC Cone Beam (CBCT), permette di:
- pianificare la posizione degli impianti;
- progettare la futura protesi;
- realizzare guide chirurgiche personalizzate;
- migliorare la comunicazione con il laboratorio odontotecnico;
- ridurre gli errori derivanti dalle impronte tradizionali.
Nelle riabilitazioni Full Arch lo scanner rappresenta uno degli strumenti fondamentali del workflow digitale.
Protesi dentale
Le impronte digitali vengono utilizzate per la realizzazione di:
- corone;
- ponti;
- faccette in ceramica;
- intarsi;
- protesi su impianti;
- restauri estetici.
La precisione della scansione favorisce un adattamento accurato dei manufatti protesici e semplifica il dialogo con il laboratorio.
Ortodonzia
Lo scanner intraorale è oggi ampiamente utilizzato anche nella pianificazione dei trattamenti ortodontici.
Permette di:
- studiare le arcate dentarie;
- monitorare gli spostamenti dei denti;
- progettare allineatori trasparenti;
- confrontare nel tempo l’evoluzione del trattamento.
Odontoiatria estetica
Nell’odontoiatria estetica la scansione digitale si integra con:
- fotografie del sorriso;
- videografia;
- Digital Smile Design;
- mock-up;
- progettazione CAD/CAM.
Questo workflow consente di progettare restauri altamente personalizzati, rispettando estetica, funzione e armonia del volto.
Monitoraggio nel tempo
Uno dei vantaggi meno conosciuti dello scanner intraorale è la possibilità di confrontare scansioni eseguite in momenti diversi.
Questo permette di monitorare:
- usura dentale;
- recessioni gengivali;
- stabilità delle riabilitazioni;
- modificazioni dell’occlusione;
- andamento di alcuni trattamenti parodontali e ortodontici.
L’integrazione con il laboratorio digitale
La scansione intraorale elimina numerosi passaggi analogici.
I file digitali possono essere inviati direttamente al laboratorio odontotecnico, che li utilizza per progettare restauri mediante sistemi CAD/CAM.
Questo consente:
- maggiore precisione;
- riduzione dei tempi di lavorazione;
- migliore riproducibilità;
- archiviazione permanente dei modelli digitali;
- comunicazione più efficace tra clinico e odontotecnico.
Box di approfondimento
Lo scanner intraorale sostituisce completamente le impronte tradizionali?
Nella maggior parte dei trattamenti protesici e implantari moderni la risposta è sì.
Tuttavia, esistono ancora situazioni particolari nelle quali il professionista può ritenere opportuno ricorrere a tecniche convenzionali o combinare metodiche analogiche e digitali.
La scelta dipende sempre dal caso clinico e dall’obiettivo terapeutico.
Errori da evitare
Tra gli errori più frequenti:
- pensare che tutti gli scanner offrano le stesse prestazioni;
- sottovalutare l’importanza dell’esperienza dell’operatore;
- considerare la scansione digitale come un semplice sostituto dell’impronta tradizionale;
- non integrare la scansione con gli altri dati diagnostici;
- trascurare il controllo di qualità del file digitale prima della progettazione protesica.
Miti da sfatare
“Lo scanner intraorale è solo una fotocamera”
Falso.
Lo scanner acquisisce informazioni tridimensionali estremamente precise e genera un modello digitale utilizzabile per diagnosi, progettazione e produzione di restauri.
“Le impronte tradizionali sono sempre più precise”
Falso.
I moderni scanner intraorali hanno raggiunto livelli di accuratezza molto elevati e, in numerose applicazioni cliniche, rappresentano oggi uno standard consolidato.
“La scansione è lunga e complicata”
Falso.
Nella maggior parte dei casi la procedura richiede solo pochi minuti ed è generalmente ben tollerata dal paziente.
“Lo scanner è utile solo in implantologia”
Falso.
Trova applicazione in protesi, ortodonzia, estetica dentale, parodontologia, monitoraggio clinico e in molte altre discipline odontoiatriche.
Indicazioni e controindicazioni
Lo scanner intraorale può essere impiegato nella maggior parte dei trattamenti odontoiatrici moderni. La scelta di utilizzare un’impronta digitale viene effettuata dal professionista sulla base del tipo di riabilitazione, delle caratteristiche cliniche del paziente e degli obiettivi terapeutici.
Indicazioni
La scansione intraorale è particolarmente indicata per:
- corone singole;
- ponti;
- faccette in ceramica;
- intarsi e onlay;
- protesi su impianti;
- implantologia computer guidata;
- riabilitazioni Full Arch;
- Digital Smile Design;
- ortodonzia con allineatori trasparenti;
- monitoraggio dell’usura dentale;
- controllo delle recessioni gengivali;
- documentazione clinica digitale;
- follow-up nel tempo.
In molti casi rappresenta oggi la metodica di prima scelta per la rilevazione delle impronte.
Controindicazioni
Lo scanner intraorale non presenta controindicazioni mediche vere e proprie.
Esistono tuttavia situazioni che possono rendere la scansione più complessa, tra cui:
- apertura della bocca molto limitata;
- abbondante sanguinamento durante la preparazione dentale;
- difficoltà nel controllo dell’umidità;
- intensa mobilità dei tessuti molli;
- collaborazione limitata del paziente.
Anche in queste circostanze, il professionista può spesso adottare strategie specifiche per ottenere una scansione accurata oppure scegliere, quando necessario, una metodica alternativa.
Tecniche alternative e confronti
Scanner intraorale o impronta tradizionale?
L’impronta tradizionale con materiali elastomerici rappresenta una tecnica consolidata che continua ad avere indicazioni in alcune situazioni cliniche.
Lo scanner intraorale offre però numerosi vantaggi:
- maggiore comfort;
- eliminazione delle paste da impronta;
- acquisizione immediata;
- possibilità di correggere eventuali aree incomplete durante la scansione;
- invio digitale immediato al laboratorio;
- archiviazione permanente del modello.
Scanner intraorale o modelli in gesso?
I modelli in gesso hanno rappresentato per decenni il riferimento nella pratica odontoiatrica.
I modelli digitali permettono invece:
- archiviazione senza ingombro fisico;
- confronto nel tempo;
- condivisione immediata;
- progettazione CAD/CAM;
- integrazione con le altre tecnologie digitali.
Scanner intraorale e fotogrammetria
Nelle riabilitazioni implantari Full Arch lo scanner intraorale e la fotogrammetria non sono tecnologie concorrenti, ma complementari.
Lo scanner rileva con grande precisione denti, gengive e tessuti molli.
La fotogrammetria implantare, invece, registra con elevata accuratezza la posizione tridimensionale degli impianti, risultando particolarmente utile nelle riabilitazioni complete su impianti.
L’integrazione tra queste metodiche consente un workflow digitale estremamente accurato.
Scanner intraorale e CBCT
Quando la scansione intraorale viene combinata con la TAC Cone Beam è possibile fondere i dati superficiali (file STL) con le informazioni anatomiche tridimensionali (file DICOM).
Questa integrazione rappresenta uno dei pilastri della moderna implantologia digitale, della chirurgia guidata e della chirurgia navigata.
Per il collega
Lo scanner intraorale è oggi uno strumento essenziale del workflow digitale.
Per ottenere scansioni affidabili è consigliabile:
- seguire protocolli di acquisizione standardizzati;
- mantenere un adeguato controllo dell’umidità;
- verificare in tempo reale la completezza della scansione;
- evitare artefatti e duplicazioni delle superfici;
- integrare i file STL con la CBCT nei casi implantari;
- utilizzare la fotogrammetria nelle riabilitazioni Full Arch quando indicato;
- effettuare sempre un controllo qualitativo finale prima dell’invio al laboratorio.
L’accuratezza della fase di acquisizione influenza direttamente la precisione dell’intero trattamento protesico.

Lo scanner intraorale provoca dolore?
No. La scansione è completamente non invasiva e generalmente molto ben tollerata.
Quanto dura una scansione?
Nella maggior parte dei casi sono sufficienti pochi minuti, anche se la durata può variare in base alla complessità del trattamento.
Posso evitare le tradizionali paste da impronta?
Nella maggior parte delle situazioni sì. Lo scanner intraorale consente spesso di eliminare completamente i materiali da impronta convenzionali.
La scansione è precisa quanto un’impronta tradizionale?
I moderni scanner intraorali raggiungono livelli di accuratezza molto elevati e rappresentano oggi uno standard consolidato in numerose procedure protesiche e implantari.
I miei dati vengono conservati?
Sì. I modelli digitali possono essere archiviati in modo sicuro, consentendo confronti nel tempo e facilitando eventuali trattamenti futuri.
Lo scanner è utile anche se non devo mettere un impianto?
Certamente. Trova applicazione in protesi, ortodonzia, estetica dentale, monitoraggio clinico, restauri conservativi e in molte altre discipline.
Lo scanner intraorale sostituisce la TAC Cone Beam?
No. Le due tecnologie forniscono informazioni differenti e spesso vengono utilizzate insieme. Lo scanner rileva la superficie di denti e gengive, mentre la CBCT permette di visualizzare le strutture ossee e anatomiche profonde.
È possibile vedere subito il risultato?
Sì. Al termine della scansione il modello tridimensionale può essere visualizzato immediatamente sul monitor, facilitando la comprensione del piano di trattamento.
Call to action
Lo scanner intraorale rappresenta una delle innovazioni più significative dell’odontoiatria moderna. Grazie all’impronta digitale è possibile migliorare il comfort del paziente, aumentare la precisione della pianificazione e integrare il trattamento con le più avanzate tecnologie digitali. Ogni percorso terapeutico viene studiato in modo personalizzato, scegliendo gli strumenti più adatti alle esigenze cliniche di ciascun paziente.
Bibliografia
- Mangano F., Gandolfi A., Luongo G., Logozzo S. Intraoral Scanners in Dentistry: A Review of the Current Literature.
- International Team for Implantology (ITI). Digital Workflow Guidelines.
- European Association for Osseointegration (EAO). Consensus Reports.
- Journal of Prosthetic Dentistry.
- Clinical Oral Implants Research.
- Journal of Esthetic and Restorative Dentistry.
- International Journal of Computerized Dentistry.
- Digital Dentistry Society (DDS). Consensus Documents.
- Güth J.F., Edelhoff D. Publications on Digital Impression Techniques.
- International Journal of Prosthodontics.

