Indice
- Che cos’è la parodontologia
- Che cosa sono le malattie gengivali
- Gengivite e parodontite: quali differenze?
- Perché si sviluppa la malattia parodontale
- Sintomi da non sottovalutare
- Diagnosi e visita parodontale
- Classificazione della parodontite
- Trattamenti non chirurgici
- Chirurgia parodontale
- Mantenimento parodontale
- Box di approfondimento
- Errori da evitare
- Miti da sfatare
- Indicazioni e controindicazioni
- Tecniche alternative e confronti
- Per il collega
- FAQ
- Suggerimenti per immagini e documentazione clinica
- Link interni
- Call to action
- Bibliografia

Che cos’è la parodontologia
La parodontologia è la branca dell’odontoiatria che si occupa della prevenzione, della diagnosi e del trattamento delle malattie che interessano i tessuti di sostegno del dente, conosciuti nel loro insieme come parodonto.
Il parodonto comprende:
- gengiva;
- legamento parodontale;
- cemento radicolare;
- osso alveolare.
Questi tessuti lavorano insieme per mantenere i denti stabili e funzionali durante tutta la vita.
Quando vengono colpiti da processi infiammatori o infettivi, possono verificarsi perdita di supporto osseo, mobilità dentale e, nei casi più avanzati, perdita dei denti.
Che cosa sono le malattie gengivali
Le malattie gengivali sono patologie infiammatorie causate principalmente dall’accumulo di biofilm batterico (placca) sulla superficie dei denti e lungo il margine gengivale.
Se non controllata, l’infiammazione può interessare progressivamente strutture sempre più profonde.
Le principali malattie parodontali sono:
- gengivite;
Una diagnosi precoce consente spesso di interrompere la progressione della malattia e preservare i tessuti di sostegno.
Gengivite e parodontite: quali differenze?
Gengivite
La gengivite rappresenta lo stadio iniziale della malattia.
È caratterizzata da:
- arrossamento delle gengive;
- gonfiore;
- sanguinamento durante lo spazzolamento;
- fastidio gengivale.
In questa fase il danno è generalmente reversibile con una corretta terapia e un’adeguata igiene orale.
Parodontite
La parodontite è una malattia infiammatoria cronica che coinvolge anche l’osso e gli altri tessuti di supporto del dente.
Può determinare:
- perdita di attacco parodontale;
- formazione di tasche parodontali;
- riassorbimento osseo;
- mobilità dentaria;
- perdita degli elementi dentari nei casi più avanzati.
Oggi la parodontite viene considerata una patologia complessa, influenzata dall’interazione tra batteri, risposta immunitaria dell’organismo e numerosi fattori di rischio.
Perché si sviluppa la malattia parodontale
La causa principale è l’accumulo di biofilm batterico.
Tuttavia, numerosi fattori possono aumentare il rischio di sviluppare o aggravare la malattia.
Tra questi:
- igiene orale insufficiente;
- fumo di sigaretta;
- diabete non controllato;
- predisposizione individuale;
- stress;
- alcune terapie farmacologiche;
- alterazioni ormonali;
- bruxismo come possibile fattore aggravante in alcuni casi;
- restauri incongrui che favoriscono l’accumulo di placca.
La presenza di uno o più fattori di rischio non significa necessariamente sviluppare la malattia, ma rende ancora più importante la prevenzione e il controllo periodico.
Sintomi da non sottovalutare
Molti pazienti nelle fasi iniziali non avvertono dolore.
Per questo motivo la parodontite viene spesso definita una malattia silenziosa.
I sintomi più frequenti comprendono:
- sanguinamento gengivale;
- alitosi persistente;
- gengive arrossate o gonfie;
- recessioni gengivali;
- sensibilità dentinale;
- mobilità dei denti;
- comparsa di spazi tra i denti;
- sensazione di denti “più lunghi”;
- fuoriuscita di pus in presenza di ascessi parodontali.
La presenza di uno o più di questi segni rende opportuna una visita parodontale specialistica.
Diagnosi e visita parodontale
La diagnosi della malattia parodontale richiede una valutazione clinica approfondita.
Durante la visita possono essere eseguiti:
- anamnesi medica e odontoiatrica;
- valutazione dei fattori di rischio;
- sondaggio parodontale completo;
- misurazione delle tasche parodontali;
- valutazione del sanguinamento al sondaggio;
- analisi della mobilità dentale;
- studio delle recessioni gengivali;
- fotografie cliniche;
- radiografie endorali o CBCT quando indicate;
- documentazione digitale per il follow-up.
La raccolta sistematica di questi dati consente di formulare una diagnosi precisa e di impostare un piano terapeutico personalizzato.
Parodontologia: diagnosi e trattamento delle malattie gengivali
Classificazione della parodontite
Negli ultimi anni la classificazione della parodontite è stata aggiornata grazie al lavoro congiunto della European Federation of Periodontology (EFP) e dell’American Academy of Periodontology (AAP).
Oggi la malattia viene descritta secondo due parametri fondamentali:
Stadio (Stage)
Lo stadio descrive la gravità della malattia e la complessità del trattamento.
Si basa su elementi come:
- perdita di attacco clinico;
- perdita di osso visibile radiograficamente;
- profondità delle tasche parodontali;
- mobilità dentale;
- perdita di elementi dentari dovuta alla parodontite;
- difficoltà riabilitative.
Gli stadi vanno da I (iniziale) a IV (grave e complessa).
Grado (Grade)
Il grado indica la velocità di progressione della malattia e il rischio di peggioramento futuro.
Tiene conto di:
- velocità di perdita ossea;
- età del paziente;
- abitudine al fumo;
- diabete;
- altri fattori sistemici.
La combinazione di stadio e grado permette di personalizzare il piano terapeutico e il programma di mantenimento.
Trattamenti non chirurgici
La terapia parodontale inizia quasi sempre con un approccio non chirurgico.
L’obiettivo è eliminare il biofilm batterico e il tartaro presenti sopra e sotto la gengiva, riducendo l’infiammazione e favorendo la guarigione dei tessuti.
Le principali procedure comprendono:
- istruzioni personalizzate di igiene orale;
- detartrasi professionale;
- levigatura radicolare (scaling e root planing);
- decontaminazione delle superfici radicolari;
- rivalutazione clinica dopo alcune settimane.
In molti casi questa fase consente già una significativa riduzione delle tasche parodontali e del sanguinamento.
Il ruolo delle tecnologie moderne
La parodontologia moderna si avvale di strumenti che aumentano la precisione diagnostica e terapeutica.
Tra questi:
- ingrandimenti ottici con microscopio o loupes;
- ultrasuoni dedicati;
- strumenti mini-invasivi;
- documentazione fotografica digitale;
- scanner intraorale;
- software di monitoraggio;
- CBCT nei casi selezionati;
- laser odontoiatrico, che in specifiche indicazioni può essere utilizzato come supporto alla decontaminazione e alla chirurgia dei tessuti molli. Il laser non sostituisce la terapia parodontale tradizionale, ma può contribuire a ridurre il trauma chirurgico e migliorare il comfort post-operatorio quando impiegato correttamente.
Chirurgia parodontale
Quando la terapia non chirurgica non è sufficiente, può essere indicato un trattamento chirurgico.
L’obiettivo è migliorare l’accesso alle superfici radicolari, eliminare le tasche residue e, quando possibile, rigenerare i tessuti perduti.
Le principali procedure comprendono:
Chirurgia resettiva
Indicata per eliminare tasche profonde e rendere più facilmente detergibili le superfici dentarie.
Chirurgia rigenerativa
Ha lo scopo di favorire la ricostruzione dei tessuti di sostegno mediante tecniche biologiche avanzate.
Possono essere impiegati:
- membrane riassorbibili o non riassorbibili;
- biomateriali sostitutivi dell’osso;
- innesti ossei;
- derivati della matrice dello smalto (amelogenine), quando indicati;
- concentrati piastrinici autologhi (PRF) in casi selezionati.
Chirurgia mucogengivale
Permette di correggere:
- recessioni gengivali;
- insufficiente gengiva aderente;
- difetti dei tessuti molli peri-implantari.
Comprende tecniche come:
- innesto di tessuto connettivo;
- innesto gengivale libero;
- lembi avanzati coronalmente;
- tecniche bilaminari.
Mantenimento parodontale
La terapia non termina con l’intervento.
Il mantenimento rappresenta una delle fasi più importanti dell’intero trattamento.
Durante i richiami periodici vengono effettuati:
- rivalutazione delle tasche;
- controllo del sanguinamento;
- verifica dell’igiene orale;
- rimozione professionale del biofilm;
- controllo radiografico quando necessario;
- monitoraggio degli impianti presenti.
La frequenza dei richiami viene personalizzata in base al rischio individuale del paziente.
Box di approfondimento
La parodontite è una malattia cronica, ma può essere controllata
La perdita dei denti non rappresenta un destino inevitabile.
Grazie a diagnosi precoce, terapia specialistica e mantenimento costante, nella maggior parte dei casi è possibile arrestare la progressione della malattia e conservare i denti naturali per molti anni.
Errori da evitare
Uno degli errori più frequenti è ignorare il sanguinamento gengivale pensando che sia normale.
Altri comportamenti da evitare sono:
- aspettare il dolore prima di prenotare una visita;
- sospendere le sedute di mantenimento dopo il miglioramento iniziale;
- fumare durante la terapia;
- trascurare l’igiene domiciliare;
- credere che una pulizia professionale occasionale sia sufficiente a curare la parodontite.
Miti da sfatare
“Se le gengive sanguinano è meglio non spazzolarle”
Falso. Il sanguinamento è spesso il segno di un’infiammazione che richiede una migliore igiene e una valutazione professionale.
“La parodontite colpisce solo gli anziani”
Falso. Può comparire anche in giovani adulti predisposti.
“Quando i denti si muovono devono essere estratti”
Non sempre. Molti denti possono essere stabilizzati e mantenuti grazie a una terapia parodontale adeguata.
“La parodontite guarisce con gli antibiotici”
Gli antibiotici, quando indicati, rappresentano solo un supporto in casi selezionati e non sostituiscono la rimozione del biofilm batterico e del tartaro.
“Una volta curata non torna più”
La parodontite è una malattia cronica. Può essere mantenuta sotto controllo nel tempo, ma richiede controlli periodici e collaborazione del paziente.
Parodontologia: diagnosi e trattamento delle malattie gengivali
Indicazioni e controindicazioni
La terapia parodontale viene personalizzata in base allo stadio della malattia, ai fattori di rischio e alle condizioni generali del paziente.
Indicazioni
Una valutazione specialistica è consigliata in presenza di:
- sanguinamento gengivale spontaneo o durante lo spazzolamento;
- gengive gonfie, arrossate o dolenti;
- alitosi persistente;
- recessioni gengivali;
- denti che appaiono più lunghi;
- mobilità dentale;
- spostamento dei denti;
- tasche parodontali;
- ascessi gengivali ricorrenti;
- familiarità per parodontite;
- diabete;
- fumo;
- programmata terapia implantare o protesica.
La salute parodontale rappresenta un requisito fondamentale prima di qualsiasi riabilitazione implantare o protesica complessa.
Controindicazioni
Esistono poche controindicazioni assolute alla terapia parodontale.
Tuttavia, alcune condizioni possono richiedere una pianificazione specifica o il rinvio del trattamento:
- diabete gravemente scompensato;
- scarsa collaborazione nell’igiene orale;
- fumo intenso non controllato;
- patologie sistemiche non stabilizzate;
- immunodepressione significativa;
- alcune terapie farmacologiche che richiedono precauzioni particolari.
Una valutazione interdisciplinare permette di individuare il momento più sicuro per intervenire.
Tecniche alternative e confronti
Terapia non chirurgica o chirurgia parodontale?
La terapia non chirurgica rappresenta quasi sempre il primo passo.
La chirurgia viene presa in considerazione quando persistono tasche profonde, difetti ossei o recessioni che non possono essere corrette con il solo trattamento causale.
Laser o terapia tradizionale?
Il laser può costituire un valido supporto in alcune procedure, ma non sostituisce la detartrasi, il root planing e le tecniche chirurgiche quando queste sono necessarie.
L’approccio più efficace è quello basato sulle evidenze scientifiche e adattato al singolo caso.
Denti naturali o impianti?
Quando un dente presenta una prognosi favorevole, la sua conservazione rappresenta generalmente la scelta preferibile.
L’implantologia non sostituisce la parodontologia: gli impianti sono un’opzione riabilitativa quando il mantenimento del dente non è più possibile o non offre prospettive di successo a lungo termine.
Rigenerazione o chirurgia resettiva?
Le tecniche rigenerative sono indicate nei difetti ossei che presentano caratteristiche favorevoli alla ricostruzione del supporto parodontale.
La chirurgia resettiva può essere preferibile quando l’obiettivo principale è eliminare le tasche residue e rendere più semplice il mantenimento igienico.
La scelta dipende dalla morfologia del difetto, dalla posizione del dente e dalla prognosi complessiva.
Per il collega
La moderna terapia parodontale richiede una diagnosi completa e un approccio multidisciplinare.
La pianificazione dovrebbe comprendere:
- classificazione secondo Stage e Grade;
- valutazione del rischio individuale;
- full-mouth periodontal charting;
- documentazione fotografica standardizzata;
- serie radiografica endorale o CBCT nei casi selezionati;
- analisi dei fattori sistemici;
- valutazione occlusale;
- monitoraggio della compliance del paziente.
Nella chirurgia rigenerativa è essenziale selezionare accuratamente il difetto osseo, ottenere una decontaminazione radicolare efficace e garantire la stabilità del coagulo. L’impiego di biomateriali, membrane e derivati biologici deve essere guidato dalle indicazioni cliniche e dalle evidenze disponibili.
Nei casi di recessione gengivale, la scelta della tecnica chirurgica deve considerare la classificazione della recessione, il biotipo gengivale, la quantità di gengiva cheratinizzata e le aspettative estetiche del paziente.
Il sanguinamento delle gengive è normale?
No. È uno dei primi segnali di infiammazione e richiede una valutazione odontoiatrica.
La gengivite può guarire?
Sì. Se trattata precocemente e accompagnata da una corretta igiene orale, la gengivite è generalmente reversibile.
La parodontite è guaribile?
La parodontite è una malattia cronica che può essere controllata efficacemente. L’obiettivo della terapia è arrestarne la progressione, preservando i denti e i tessuti di sostegno.
La parodontite provoca sempre dolore?
No. Nelle fasi iniziali può essere completamente asintomatica, motivo per cui i controlli periodici sono fondamentali.
Perché le gengive si ritirano?
Le recessioni gengivali possono essere causate da parodontite, spazzolamento traumatico, predisposizione anatomica, traumi occlusali o altre condizioni locali.
Le gengive possono ricrescere spontaneamente?
No. In presenza di recessioni significative può essere necessario un trattamento chirurgico mucogengivale.
Quanto dura una terapia parodontale?
Dipende dalla gravità della malattia. Alcuni trattamenti richiedono poche sedute, mentre i casi complessi prevedono un percorso terapeutico e di mantenimento nel tempo.
È doloroso il trattamento?
Le procedure vengono generalmente eseguite con anestesia locale quando necessario e sono ben tollerate dalla maggior parte dei pazienti.
È possibile perdere i denti a causa della parodontite?
Sì. Se non trattata, la perdita progressiva dell’osso di sostegno può portare alla mobilità e alla perdita degli elementi dentari.
Il fumo influenza la terapia?
Sì. Il fumo aumenta il rischio di sviluppare parodontite, rallenta la guarigione e riduce la prevedibilità dei trattamenti.
Il diabete aumenta il rischio di parodontite?
Sì. Esiste una relazione bidirezionale: il diabete non controllato aumenta il rischio di malattia parodontale e la parodontite può rendere più difficile il controllo della glicemia.
Gli impianti possono ammalarsi come i denti?
Sì. Gli impianti possono sviluppare mucosite perimplantare e perimplantite, condizioni che richiedono diagnosi precoce e trattamento.
Ogni quanto sono necessari i richiami?
La frequenza viene personalizzata in base al rischio individuale, ma nei pazienti con storia di parodontite i controlli regolari rappresentano una parte essenziale della terapia.
La parodontite è ereditaria?
Non è una malattia ereditaria in senso stretto, ma può esistere una predisposizione genetica che, insieme ai fattori ambientali e comportamentali, aumenta il rischio di svilupparla.
Posso mettere impianti se ho avuto la parodontite?
Sì, purché la malattia sia stata trattata e stabilizzata. Prima di una terapia implantare è fondamentale ottenere un adeguato controllo dell’infiammazione e programmare un rigoroso mantenimento.
Suggerimenti per immagini e documentazione clinica
Per questa pagina sono consigliati:
- fotografia di gengive sane e gengive infiammate;
- schema anatomico del parodonto;
- sondaggio parodontale;
- immagini di tasche parodontali;
- radiografie con perdita ossea;
- casi clinici prima e dopo la terapia;
- chirurgia rigenerativa;
- chirurgia mucogengivale;
- utilizzo del laser in parodontologia;
- programma di mantenimento parodontale.
Link interni consigliati
Questa pagina dovrebbe collegarsi a:
- Recessioni gengivali.
- Chirurgia mucogengivale.
- Rigenerazione ossea.
- Implantologia avanzata.
- Igiene orale professionale.
- Chirurgia laser assistita.
- Diagnostica digitale e CBCT.
Call to action
Le malattie gengivali possono evolvere lentamente e spesso senza dolore, ma una diagnosi precoce consente nella maggior parte dei casi di preservare i denti naturali e mantenere la salute del sorriso. Una visita parodontale specialistica permette di individuare tempestivamente eventuali segni di gengivite o parodontite e di definire un piano di trattamento personalizzato, basato sulle più moderne evidenze scientifiche e sulle esigenze specifiche di ogni paziente.
Bibliografia
- Tonetti MS, Greenwell H, Kornman KS. Staging and Grading of Periodontitis: Framework and Proposal of a New Classification.
- Papapanou PN et al. 2018 Classification of Periodontal Diseases and Conditions.
- European Federation of Periodontology (EFP). S3 Clinical Practice Guidelines for Periodontitis.
- American Academy of Periodontology (AAP). Clinical Practice Guidelines.
- Lang NP, Lindhe J. Clinical Periodontology and Implant Dentistry.
- Lindhe J, Karring T, Niklaus P. Lang. Clinical Periodontology and Implant Dentistry.
- Cortellini P., Tonetti M. Periodontal Regeneration.
- Jepsen S. et al. Primary Prevention of Periodontal Diseases.
- World Workshop on the Classification of Periodontal and Peri-Implant Diseases and Conditions (2017–2018).

Il sanguinamento delle gengive è normale?
No. È uno dei primi segnali di infiammazione e richiede una valutazione odontoiatrica.
La gengivite può guarire?
Sì. Se trattata precocemente e accompagnata da una corretta igiene orale, la gengivite è generalmente reversibile.
La parodontite è guaribile?
La parodontite è una malattia cronica che può essere controllata efficacemente. L’obiettivo della terapia è arrestarne la progressione, preservando i denti e i tessuti di sostegno.
La parodontite provoca sempre dolore?
No. Nelle fasi iniziali può essere completamente asintomatica, motivo per cui i controlli periodici sono fondamentali.
Perché le gengive si ritirano?
Le recessioni gengivali possono essere causate da parodontite, spazzolamento traumatico, predisposizione anatomica, traumi occlusali o altre condizioni locali.
Le gengive possono ricrescere spontaneamente?
No. In presenza di recessioni significative può essere necessario un trattamento chirurgico mucogengivale.
Quanto dura una terapia parodontale?
Dipende dalla gravità della malattia. Alcuni trattamenti richiedono poche sedute, mentre i casi complessi prevedono un percorso terapeutico e di mantenimento nel tempo.
È doloroso il trattamento?
Le procedure vengono generalmente eseguite con anestesia locale quando necessario e sono ben tollerate dalla maggior parte dei pazienti.
È possibile perdere i denti a causa della parodontite?
Sì. Se non trattata, la perdita progressiva dell’osso di sostegno può portare alla mobilità e alla perdita degli elementi dentari.
Il fumo influenza la terapia?
Sì. Il fumo aumenta il rischio di sviluppare parodontite, rallenta la guarigione e riduce la prevedibilità dei trattamenti.
Il diabete aumenta il rischio di parodontite?
Sì. Esiste una relazione bidirezionale: il diabete non controllato aumenta il rischio di malattia parodontale e la parodontite può rendere più difficile il controllo della glicemia.
Gli impianti possono ammalarsi come i denti?
Sì. Gli impianti possono sviluppare mucosite perimplantare e perimplantite, condizioni che richiedono diagnosi precoce e trattamento.
Ogni quanto sono necessari i richiami?
La frequenza viene personalizzata in base al rischio individuale, ma nei pazienti con storia di parodontite i controlli regolari rappresentano una parte essenziale della terapia.
La parodontite è ereditaria?
Non è una malattia ereditaria in senso stretto, ma può esistere una predisposizione genetica che, insieme ai fattori ambientali e comportamentali, aumenta il rischio di svilupparla.
Posso mettere impianti se ho avuto la parodontite?
Sì, purché la malattia sia stata trattata e stabilizzata. Prima di una terapia implantare è fondamentale ottenere un adeguato controllo dell’infiammazione e programmare un rigoroso mantenimento.
Suggerimenti per immagini e documentazione clinica
Per questa pagina sono consigliati:
- fotografia di gengive sane e gengive infiammate;
- schema anatomico del parodonto;
- sondaggio parodontale;
- immagini di tasche parodontali;
- radiografie con perdita ossea;
- casi clinici prima e dopo la terapia;
- chirurgia rigenerativa;
- chirurgia mucogengivale;
- utilizzo del laser in parodontologia;
- programma di mantenimento parodontale.
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Questa pagina dovrebbe collegarsi a:
- Recessioni gengivali.
- Chirurgia mucogengivale.
- Rigenerazione ossea.
- Implantologia avanzata.
- Igiene orale professionale.
- Chirurgia laser assistita.
- Diagnostica digitale e CBCT.
Call to action
Le malattie gengivali possono evolvere lentamente e spesso senza dolore, ma una diagnosi precoce consente nella maggior parte dei casi di preservare i denti naturali e mantenere la salute del sorriso. Una visita parodontale specialistica permette di individuare tempestivamente eventuali segni di gengivite o parodontite e di definire un piano di trattamento personalizzato, basato sulle più moderne evidenze scientifiche e sulle esigenze specifiche di ogni paziente.
Bibliografia
- Tonetti MS, Greenwell H, Kornman KS. Staging and Grading of Periodontitis: Framework and Proposal of a New Classification.
- Papapanou PN et al. 2018 Classification of Periodontal Diseases and Conditions.
- European Federation of Periodontology (EFP). S3 Clinical Practice Guidelines for Periodontitis.
- American Academy of Periodontology (AAP). Clinical Practice Guidelines.
- Lang NP, Lindhe J. Clinical Periodontology and Implant Dentistry.
- Lindhe J, Karring T, Niklaus P. Lang. Clinical Periodontology and Implant Dentistry.
- Cortellini P., Tonetti M. Periodontal Regeneration.
- Jepsen S. et al. Primary Prevention of Periodontal Diseases.
- World Workshop on the Classification of Periodontal and Peri-Implant Diseases and Conditions (2017–2018).
