Indice
- Cosa sono i denti del giudizio
- Quando è necessario estrarli
- Quando è possibile conservarli
- La visita specialistica
- Diagnostica e pianificazione
- Come si svolge l’intervento
- Decorso post-operatorio
- Possibili complicanze
- Box di approfondimento
- Errori da evitare
- Miti da sfatare
- Indicazioni e controindicazioni
- Tecniche alternative e confronti
- Per il collega
- FAQ
- Suggerimenti per immagini e CBCT
- Link interni
- Call to action
- Bibliografia
Cosa sono i denti del giudizio
I denti del giudizio, o terzi molari, sono gli ultimi denti permanenti a svilupparsi. Generalmente erompono tra i 17 e i 25 anni, anche se possono comparire più tardi o non erompere mai completamente.
L’evoluzione dell’alimentazione e delle caratteristiche anatomiche dell’uomo moderno ha portato, in molti individui, a una riduzione dello spazio disponibile nelle arcate dentarie. Per questo motivo i denti del giudizio sono frequentemente inclusi, parzialmente inclusi o malposizionati.
Non tutti i denti del giudizio richiedono l’estrazione. Molti possono rimanere completamente sani e funzionali per tutta la vita. La decisione deve sempre essere basata su una valutazione clinica e radiografica accurata.
Quando è necessario estrarre un dente del giudizio
L’estrazione viene presa in considerazione quando il dente rappresenta o può rappresentare un problema per la salute orale.
Le indicazioni più frequenti comprendono:
- episodi ripetuti di pericoronite (infiammazione dei tessuti che circondano un dente parzialmente erotto);
- carie non restaurabili del terzo molare;
- danni al secondo molare adiacente;
- riassorbimento radicolare del dente vicino;
- cisti odontogene associate al follicolo del dente incluso;
- infezioni ricorrenti;
- dolore persistente correlato alla posizione del dente;
- interferenze con trattamenti ortodontici o protesici;
- impossibilità di mantenere una corretta igiene della zona.
L’obiettivo dell’intervento è eliminare la causa del problema preservando, quando possibile, le strutture anatomiche circostanti.
Quando il dente del giudizio può essere mantenuto
Non esiste una regola secondo cui tutti i denti del giudizio debbano essere estratti.
Un terzo molare può essere mantenuto quando:
- è completamente erotto;
- partecipa correttamente alla masticazione;
- è facilmente detergibile;
- non presenta carie o malattia parodontale;
- non provoca danni ai denti vicini;
- non è associato a lesioni patologiche.
Per questo motivo è fondamentale evitare decisioni basate esclusivamente sulla presenza del dente e valutare ogni caso singolarmente.
La visita specialistica
La visita rappresenta il momento più importante dell’intero percorso terapeutico.
Lo specialista valuta:
- i sintomi riferiti dal paziente;
- l’apertura della bocca;
- lo stato dei tessuti molli;
- la posizione del dente;
- la presenza di infezioni;
- il rapporto con i denti adiacenti;
- eventuali fattori di rischio sistemici.
La visita viene completata con l’esame radiografico più appropriato.
Diagnostica e pianificazione
La radiografia panoramica rappresenta spesso il primo esame diagnostico.
Quando il rapporto tra le radici del dente e il nervo alveolare inferiore non è chiaramente definibile, oppure quando sono presenti situazioni anatomiche complesse, può essere indicata una CBCT.
La diagnostica tridimensionale permette di valutare con precisione:
- decorso del nervo alveolare inferiore;
- forma e numero delle radici;
- inclinazione del dente;
- quantità di osso circostante;
- eventuale coinvolgimento del seno mascellare nei denti superiori;
- presenza di cisti o altre alterazioni.
Una pianificazione accurata consente di scegliere la tecnica chirurgica più appropriata e di ridurre il rischio di complicanze.
Come si svolge l’intervento
L’estrazione del dente del giudizio viene generalmente eseguita in anestesia locale.
Dopo aver ottenuto una completa anestesia della zona interessata, il chirurgo accede al dente attraverso un lembo mucoperiosteo quando necessario.
Nei casi più complessi possono essere eseguite:
- osteotomia, ovvero la rimozione controllata di una piccola quantità di osso;
- odontotomia, cioè il sezionamento del dente in più parti per facilitarne la rimozione riducendo il trauma chirurgico.
Una volta completata l’estrazione, il sito viene accuratamente deterso e, se indicato, suturato.
L’intervento ha una durata variabile in funzione della posizione del dente, della complessità anatomica e dell’eventuale presenza di processi infiammatori.
Decorso post-operatorio
Dopo l’estrazione di un dente del giudizio è normale che l’organismo avvii un processo infiammatorio fisiologico, indispensabile per la guarigione dei tessuti. L’intensità dei sintomi varia in funzione della complessità dell’intervento, della posizione del dente e delle caratteristiche individuali del paziente.
Nei primi giorni possono comparire:
- lieve o moderato dolore;
- gonfiore della guancia;
- difficoltà ad aprire completamente la bocca (trisma);
- modesta difficoltà nella masticazione;
- piccoli ematomi della cute o della mucosa;
- lieve sanguinamento nelle prime ore.
Nella maggior parte dei casi il gonfiore raggiunge il massimo tra le 48 e le 72 ore, per poi diminuire progressivamente.
Le indicazioni dopo l’intervento
Per favorire una guarigione ottimale è consigliabile:
- applicare ghiaccio esternamente nelle prime ore secondo le indicazioni ricevute;
- assumere la terapia prescritta rispettando dosi e tempi;
- evitare risciacqui energici nelle prime 24 ore;
- mantenere una buona igiene orale, evitando però di traumatizzare la ferita;
- preferire un’alimentazione morbida nei primi giorni;
- evitare fumo e alcol, che possono interferire con la guarigione;
- limitare gli sforzi fisici intensi nelle prime 48-72 ore.
Il rispetto di queste indicazioni contribuisce a ridurre il rischio di complicanze e a favorire una guarigione più rapida.
Possibili complicanze
L’estrazione del dente del giudizio è una procedura routinaria per un chirurgo orale esperto, ma come ogni intervento chirurgico non è completamente priva di rischi.
Alveolite post-estrattiva
L’alveolite è una delle complicanze più conosciute. Si verifica quando il coagulo di sangue che protegge l’alveolo viene perso o non si forma correttamente.
Può causare un dolore intenso che compare generalmente alcuni giorni dopo l’intervento e richiede una valutazione clinica.
Infezione
Le infezioni post-operatorie sono relativamente poco frequenti, ma possono manifestarsi con dolore crescente, gonfiore, fuoriuscita di materiale purulento e febbre.
Sanguinamento
Un modesto stillicidio ematico nelle prime ore è generalmente normale. Un sanguinamento abbondante o persistente, invece, deve essere segnalato tempestivamente allo specialista.
Alterazioni della sensibilità
Nei denti del giudizio inferiori, soprattutto quando le radici sono molto vicine al nervo alveolare inferiore o al nervo linguale, possono verificarsi alterazioni temporanee della sensibilità del labbro, del mento o della lingua.
Nella maggior parte dei casi si tratta di disturbi transitori, ma è fondamentale una pianificazione accurata per ridurre al minimo questo rischio.
Comunicazione oro-antrale
Nell’estrazione dei denti del giudizio superiori può verificarsi, in rari casi, una comunicazione tra il cavo orale e il seno mascellare, soprattutto quando le radici sono strettamente in rapporto con il pavimento del seno.
La diagnosi precoce consente una gestione appropriata e, nella maggior parte dei casi, una completa risoluzione.
Box di approfondimento
È meglio togliere il dente del giudizio prima che dia problemi?
Non esiste una risposta valida per tutti.
In alcuni pazienti l’estrazione preventiva può essere consigliata quando gli esami clinici e radiografici mostrano un’elevata probabilità di future complicanze.
In altri casi è preferibile monitorare periodicamente il dente, evitando un intervento non necessario.
La decisione deve sempre essere personalizzata e basata su criteri clinici, radiografici e sul rapporto tra benefici e rischi.
Errori da evitare
Aspettare troppo tempo
Ignorare episodi ripetuti di infiammazione o infezione può rendere l’intervento più complesso e aumentare il rischio di danni ai denti vicini.
Affidarsi esclusivamente ai sintomi
Un dente del giudizio può essere completamente asintomatico e presentare comunque una cisti, una carie nascosta o un danno al secondo molare.
Per questo motivo i controlli periodici sono fondamentali.
Trascurare il post-operatorio
La corretta gestione domiciliare rappresenta una parte essenziale del trattamento. Seguire le indicazioni dello specialista riduce significativamente il rischio di complicanze.
Miti da sfatare
“Tutti i denti del giudizio devono essere tolti.”
Falso.
Molti terzi molari possono essere mantenuti se sono sani, ben posizionati, facilmente detergibili e non provocano patologie.
“L’estrazione è sempre molto dolorosa.”
Falso.
Durante l’intervento il paziente non avverte dolore grazie all’anestesia locale. Dopo la chirurgia è normale un certo grado di fastidio, generalmente controllabile con la terapia prescritta.
“Se il dente non è uscito non può dare problemi.”
Falso.
Anche un dente completamente incluso può essere associato a cisti, riassorbimenti radicolari del dente vicino o altre patologie che possono essere individuate solo con una visita specialistica e un esame radiografico.
Indicazioni e controindicazioni
Indicazioni
L’estrazione è indicata quando il dente del giudizio:
- provoca infezioni ricorrenti;
- presenta carie non trattabili;
- danneggia il secondo molare;
- è associato a cisti o altre lesioni;
- ostacola trattamenti ortodontici o protesici;
- determina dolore o alterazioni funzionali.
Controindicazioni relative
L’intervento può richiedere una pianificazione specifica in presenza di:
- terapia anticoagulante o antiaggregante;
- patologie sistemiche non controllate;
- gravidanza (valutando attentamente il momento più opportuno);
- infezioni acute particolarmente estese;
- condizioni mediche che richiedono il coinvolgimento del medico curante.
Tecniche alternative e confronti
La decisione di estrarre un dente del giudizio non dovrebbe mai essere automatica. Il trattamento deve essere scelto dopo una valutazione clinica e radiologica completa, considerando età del paziente, sintomi, posizione del dente, rischio di complicanze future e stato di salute generale.
Estrazione o monitoraggio?
Non tutti i denti del giudizio inclusi devono essere rimossi.
In alcuni pazienti, un terzo molare completamente incluso, asintomatico e privo di segni patologici può essere monitorato nel tempo mediante controlli clinici e radiografici periodici.
Al contrario, la presenza di episodi infettivi ricorrenti, carie, lesioni cistiche, riassorbimenti del secondo molare o altre complicanze rende generalmente indicato il trattamento chirurgico.
Estrazione semplice o chirurgica?
La tecnica dipende dalla posizione del dente.
Un dente completamente erotto può spesso essere rimosso con una procedura relativamente semplice.
I denti inclusi o semi-inclusi richiedono invece frequentemente un approccio chirurgico con lembo, osteotomia e, quando necessario, odontotomia.
L’obiettivo è sempre quello di ridurre il trauma chirurgico e preservare il più possibile l’osso e i tessuti molli.
Quando è utile la CBCT?
La radiografia panoramica rappresenta un eccellente esame di primo livello.
La CBCT è indicata quando occorre chiarire:
- il rapporto tra le radici e il nervo alveolare inferiore;
- la posizione tridimensionale del dente;
- eventuali anomalie anatomiche;
- la presenza di lesioni associate;
- il rapporto con il seno mascellare nei denti superiori.
L’imaging tridimensionale consente una pianificazione più accurata e una migliore informazione del paziente sui possibili rischi dell’intervento.
Per il Collega
L’estrazione dei terzi molari rappresenta una delle procedure più frequenti in chirurgia orale, ma non per questo deve essere considerata banale. Una corretta indicazione chirurgica e una tecnica atraumatica sono determinanti per ridurre la morbilità post-operatoria.
Valutazione pre-operatoria
È consigliabile analizzare:
- classificazione di Pell e Gregory;
- classificazione di Winter;
- rapporto radiografico con il nervo alveolare inferiore;
- morfologia e numero delle radici;
- eventuale dilacerazione radicolare;
- presenza di lesioni follicolari;
- condizioni del secondo molare;
- apertura orale del paziente.
Nei casi dubbi, la CBCT rappresenta un supporto diagnostico di grande valore.
Principi della chirurgia atraumatica
Una chirurgia moderna mira a:
- preservare il più possibile il tessuto osseo;
- limitare il trauma ai tessuti molli;
- ridurre il surriscaldamento dell’osso mediante abbondante irrigazione;
- utilizzare l’odontotomia quando consente di diminuire le forze estrattive;
- ottenere una chiusura dei lembi priva di tensioni.
Una gestione attenta dei tessuti contribuisce non solo a una guarigione più rapida, ma anche a una riduzione dell’edema, del dolore e del rischio di complicanze.

Quanto dura l’intervento?
La durata dipende dalla complessità del caso. Un’estrazione semplice può richiedere pochi minuti, mentre un dente incluso con anatomia complessa può richiedere più tempo.
È normale avere gonfiore?
Sì. Il gonfiore rappresenta una risposta fisiologica dell’organismo all’intervento e tende generalmente a raggiungere il massimo entro le prime 48-72 ore.
Quando posso tornare al lavoro?
Molti pazienti riprendono attività non impegnative entro uno o due giorni. Dopo interventi più complessi possono essere necessari tempi di recupero più lunghi.
Quando posso riprendere l’attività sportiva?
È generalmente consigliabile evitare attività fisica intensa nei primi giorni dopo l’intervento o comunque fino alle indicazioni fornite dal chirurgo.
È possibile mangiare subito?
Dopo l’intervento è preferibile attendere che l’effetto dell’anestesia si riduca e seguire una dieta morbida e tiepida nelle prime giornate, evitando alimenti molto caldi o particolarmente duri.
Le alterazioni della sensibilità sono permanenti?
Nella maggior parte dei casi no. Quando si verificano, sono generalmente temporanee. Il rischio dipende soprattutto dalla stretta vicinanza tra le radici del dente e il nervo alveolare inferiore, motivo per cui la pianificazione pre-operatoria è fondamentale.
È sempre necessario assumere antibiotici?
No. La prescrizione di antibiotici deve essere personalizzata e basata sulle condizioni cliniche del paziente e sul tipo di intervento. L’uso non necessario di antibiotici non è raccomandato.
Suggerimenti per immagini
Per aumentare il valore didattico della pagina sono consigliabili:
- fotografia clinica di un dente del giudizio parzialmente erotto;
- immagini di pericoronite;
- fotografie intraoperatorie delle diverse fasi dell’intervento;
- sequenza della guarigione a 7, 14 e 30 giorni;
- schemi anatomici del nervo alveolare inferiore e del nervo linguale;
- confronto grafico tra dente erotto, incluso e semi-incluso.
Suggerimenti per CBCT e documentazione radiografica
- panoramica iniziale;
- CBCT con rapporto tra radici e nervo alveolare inferiore;
- ricostruzioni tridimensionali;
- esempi di classificazione dell’inclusione;
- radiografia post-operatoria quando indicata;
- documentazione dei controlli clinici nel follow-up.
Call to action
L’estrazione del dente del giudizio non dovrebbe essere decisa sulla base del solo dolore o di una radiografia panoramica. Una visita specialistica, integrata quando necessario da una CBCT tridimensionale, permette di valutare con precisione la posizione del dente, il rapporto con le strutture anatomiche vicine e il reale rapporto tra benefici e rischi dell’intervento. Solo una diagnosi accurata consente di scegliere il momento e la tecnica più appropriati per ogni singolo paziente.
Bibliografia
- Peterson LJ, Ellis E, Hupp JR, Tucker MR. Contemporary Oral and Maxillofacial Surgery.
- Pogrel MA. Oral and Maxillofacial Surgery.
- American Association of Oral and Maxillofacial Surgeons (AAOMS). White Papers and Clinical Practice Guidelines on Third Molars.
- European Association for Osseointegration (EAO). Clinical recommendations.
- National Institute for Health and Care Excellence (NICE). Guidance on the Extraction of Wisdom Teeth.
- Renton T. Publications on inferior alveolar nerve injuries associated with third molar surgery.
European Society of Endodontology and relevant consensus documents on third molar management.

